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Mostra Tina ModottiTina Modotti. Perché non muore il fuoco - Palazzo Madama, Piazza Castello - Torino

Mostra in corso dal 1 maggio al 5 ottobre 2014

Attrice, modella e musa di poeti e fotografi; fotografa ella stessa in un Messico in rivoluzione. Finalmente una mostra che ricostruisce la straordinaria e concitata esistenza della Modotti.

«Ogni volta che si usano le parole "arte" o "artista" in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro.»

- Tina Modotti

La mostra

In mostra vanno una serie di ritratti e di foto eseguite da amici e fotografi che tracciano un profilo del personaggio Modotti.

Accanto a queste immagini anche alcuni scatti di Tina la quale si esercitò nella fotografia fin dagli anni '20. Sono famosi i suoi still life dell'epoca (foto di oggetti inanimati), ma anche le fotografie a soggetto sociale e quelle che testimoniano l'attività politica esercitata dalla Modotti. Tra questi certamente emergono gli scatti fatti in Messico prima e poi in Spagna.

Con le foto realizzate in Germania e alcune copertine di riviste pubblicate fra il 1930 e il 1933 si entra nel ritorno in Europa della Modotti, che lascerà tracce indimenticabili del suo passaggio anche in Spagna e in Russia – dove era impegnata con il movimento comunista di quegli anni – chiudendo il percorso espositivo.

Brevi cenni biografici su Tina Modotti

Nata a Udine come Assunta Adelaide Luigia Modotti il 17 agosto 1896, Tina si appassiona di fotografia in giovane età presso uno studio fotografico dello zio Pietro Modotti.

Trasferitasi a 17 anni negli Stati Uniti per raggiungere il padre, partecipa come attrice cinematografica a tre film e si cimenta a teatro con opere di Goldoni, D'Annunzio e Pirandello.

Sposatasi col poeta e pittore Roubaix "Robo" de l'Abrie Richey conosce presto il fotografo Edward Weston di cui diviene assistente prima e amante poi. È in questo periodo che affina le sue conoscenze come fotografa. Conoscenze che utilizzerà presto in Messico a partire dal 1923 quando, nella capitale messicana, frequenta i membri del Partido Comunista Mexicano e inizia una fase di forte attivismo politico. Pubblica in questo periodo sue fotografie su numerosi giornali di sinistra.

Abbandonata la fotografia alla fine degli anni '20 la Modotti viaggia in Europa fermandosi a Mosca dove intraprende una carriera come informatrice della polizia segreta sovietica; in questo periodo viaggia spesso in Francia e nell'Est europeo.

Nel 1936 è in Spagna arruolata nelle Brigate Internazionali per combattere il generale Franco. Nel 1939 torna in Messico. Nella capitale, oltre ai politici, frequentava anche artisti tra cui i pittori Diego Rivera e Frida Khalo di entrambi i quali fu anche amante.

Muore per attacco cardiaco a Città del Messico il 5 gennaio 1942. Pablo Neruda scrive il seguente epitaffio per lei:

«Tina Modotti hermana,
no duermes no, no duermes
tal vez tu corazon
oye crecer la rosa
de ayer la ultima rosa
de ayer la nueva rosa
descansa dulcemente hermana.

Puro es tu dulce nombre
pura es tu fragil vida
de abeja sombra fuego
nieve silencio espuma
de acero linea polen
se construyo tu ferrea
tu delgada estructura.»

Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica dalle 10 alle 19; chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni.
Telefono: +39.011.4433501
E-mail: non disponibile.
Sito web: Palazzo Madama

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